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La consulenza cardiologica

le vostre domande

Svolgo questa professione da quaranta anni e da parte dei pazienti ho sentito tantissime domande. Ho cercato, quindi, in questa sezione di racchiudere quelle più frequenti.
Qualora non doveste trovare una risposta nell’elenco, e desideriate approfondire il problema, potete chiedere un consulto all’indirizzo mail che trovate sul sito, o per via telefonica.

Cardiologia Sassari - ecografia del cuore
Cardiologia Sassari - ecografia del cuore
Cardiologia Sassari - ecografia del cuore
Cardiologia Sassari - ecografia del cuore

A tutte queste domande, ed a molte altre, posso dare risposte: contattatemi con fiducia per un consulto. Sarà non solo una visita clinica, ma un incontro da persona a persona: potremo discutere di voi, delle vostre paure, delle vostre aspettative, del vostro futuro.

consulti e prestazioni

La valutazione clinico-strumentale in medicina cardiovascolare

La valutazione clinico-strumentale in medicina cardiovascolare deve essere eseguita dallo specialista cardiologo, a cui ci si dovrebbe rivolgere ogni volta che emergano disturbi suggestivi per un disturbo cardiovascolare, o vi sia la necessità di escludere problemi specifici come, ad esempio, la familiarità.

Ha quindi un’importanza fondamentale per quanto riguarda le diagnosi e le cure relative alle principali patologie del cuore come ad esempio l’ipertensione arteriosa, le cardiomiopatie, la cardiopatia ischemica, lo scompenso cardiaco e le valvulopatie, cioè quelle malattie che colpiscono le valvole cardiache.

La valutazione clinico-strumentale in medicina cardiovascolare consta di diversi momenti, alcuni irrinunciabili, altri da riservare a specifici quesiti.

Cardiologia Sassari - Illustrazione muscolo cardiaco

La visita cardiologica

La visita cardiologica è la base per qualunque accertamento diagnostico–terapeutico cardiologico. È una visita specialistica finalizzata a produrre una diagnosi relativa a un eventuale problema che riguarda il cuore, o comunque l’apparato cardiovascolare.

Viene consigliata nei casi in cui il paziente lamenti disturbi quali dolore al petto, respirazione faticosa, svenimento o capogiro, palpitazioni o stanchezza.

Alla visita cardiologica devono sottoporsi con cadenza regolare i pazienti che hanno già avuto una malattia cardiaca, ad esempio un infarto miocardico, uno scompenso cardiaco, o i portatori di protesi valvolari.

 

La visita cardiologica si compone principalmente di due momenti, più l’eventuale esecuzione dell’elettrocardiogramma.

Il primo riguarda la raccolta da parte del cardiologo della anamnesi: informazioni relative allo stile di vita del paziente, ai fattori di rischio cardiovascolare, alla eventuale presenza in famiglia di malati di cuore, e di tutti gli elementi della storia personale che possono essere rilevanti per chiarire i disturbi  e/o le alterazioni eventualmente riscontrate. È importante che il paziente porti con sé tutta la documentazione medica pregressa, anche remota, perché tali dati possono aiutare a chiarire il quadro clinico e l’ evoluzione della malattia, se presente.

Il secondo momento consiste in un esame clinico riguardante l’apparato cardiovascolare, e la misurazione della pressione arteriosa.

Il terzo eventuale momento, se previsto, è quello riservato all’esecuzione dell’elettrocardiogramma.

In genere la visita cardiologica ha una durata di circa 30 minuti, compresa l’eventuale effettuazione dell’elettrocardiogramma.

Gli esami

Elettrocardiogramma

L’elettrocardiogramma è un esame che viene eseguito in ambulatorio o al letto del paziente, attraverso cui è possibile registrare l’attività elettrica del cuore, consentendo di osservare il ritmo del cuore, ricercare eventuali aritmie, ed altri eventuali segni di malattie cardiache.

Per eseguirlo vengono applicate sulla pelle alcune speciali piastrine adesive, gli elettrodi, collegate ad un apparecchio. Ha una durata di pochi minuti, e non prevede alcuna norma di preparazione se non, in alcuni casi particolari, la tricotomia (depilazione) del torace.

Con l’elettrocardiogramma sotto sforzo si possono invece individuare patologie cardiache latenti (vedi più avanti, valutazione funzionale).

Solo dopo aver raccolto tutte le informazioni derivanti dalle tappe sopra riportate, inclusa l’analisi di eventuali altri esami strumentali e/o laboratoristici eseguiti in precedenza dal paziente, si traggono delle conclusioni diagnostiche. Queste sono a volte sufficienti per concludere l’iter del paziente, altre volte richiedono la programmazione di ulteriori esami strumentali (ecocardiogramma color doppler, test da sforzo, ECG dinamico sec. Holter, risonanza magnetica nucleare, TAC) per risolvere dubbi ed arrivare ad una diagnosi il più possibile completa ed adeguata.

Cardiologo Sassari - immagine ecodoppler
Credits: Patrick J. Lynch, medical illustrator, via Wikimedia Commons

gli esami

Ecocardiogramma color doppler

L’ecocardiogramma color doppler è un esame che, attraverso gli ultrasuoni trasmessi da una sonda (trasduttore) posizionata sul torace, permette la ricostruzione e la visualizzazione del cuore su di uno speciale computer (ecocardiografo).

Si svolge come una ecografia che ha come oggetto il cuore. Il paziente è sdraiato su un lettino e il medico fa scorrere sul petto una sonda su cui è spalmato un po’ di gel. Si tratta di un esame non pericoloso e non doloroso, che dura mediamente circa 20-30 minuti, non prevede alcuna preparazione e non ha controindicazioni.

Attraverso l’esecuzione di questo esami, possono essere identificate molte malattie cardiache, e la loro evoluzione può essere seguita nel tempo. Queste informazioni sono rilevanti anche nei pazienti affetti da un’aritmia cardiaca.

In particolare, con l’ecocolordoppler cardiaco a riposo è possibile definire:

  • le dimensioni ed il movimento delle pareti del cuore
  • la valutazione delle malattie delle valvole cardiache
  • la valutazione di eventuali difetti congeniti
  • eventuali patologie del pericardio
  • la valutazione degli esiti di un intervento cardiochirurgico

 

Si aggiunge in genere, a completamento dell’analisi dei dati cardiovascolari, l’eco polmonare, che potrà osservare segni di interstiziopatia o congestione, oppure di l’entità e le caratteristiche di un eventuale versamento pleurico.

Gli esami

Ergometria e valutazione funzionale

I test di valutazione funzionale in Cardiologia sono molteplici e sono utilizzati con diverse finalità.

Il più noto, il test da sforzo, o test ergometrico, che noi eseguiamo su cicloergometro, è un’indagine cardine della diagnostica cardiologica non invasiva, che nella sua versione più semplice permette una valutazione della riserva coronarica, di eventuali turbe del ritmo cardiaco e della capacità funzionale del paziente.

Noi siamo attualmente gli unici nel Nord Sardegna ad eseguire il test funzionale più completo attualmente disponibile: il TEST CARDIOPOLMONARE DA SFORZO, o TEST ERGOSPIROMETRICO. Grazie alla precisa misurazione dei gas espirati (O2-CO2) durante l’ esercizio, consente di ottenere dati precisi non solo sulla capacità funzionale (VO2 di picco), ma anche sulla eziologia della limitazione funzionale (cardiovascolare vs polmonare vs muscolare).

Cardiologia Sassari - test cardiopolmonare da sforzo

L’Holter, ovvero la registrazione continua dell’elettrocardiogramma (da 24 ore fino ad alcuni giorni), viene prescritta e utilizzata per valutare eventuali aritmie cardiache, oltre che il range di frequenza cardiaca del paziente.

Gli esami

L’importanza della refertazione degli esami

È importante che alla valutazione cardiologica faccia seguito una refertazione completa ed accurata degli esami effettuati, secondo le linee guida e le raccomandazioni delle società scientifiche.

 

In particolare il referto deve rispondere ad un quesito, che non è solo quello indicato sinteticamente nella richiesta: deve dare un’interpretazione del quadro clinico e funzionale, deve indicare la gravità clinica, deve sottolineare le prospettive terapeutiche, ed in ultimo deve indicare una prognosi. Solo il medico che ha in cura il paziente riesce ad avere una visione globale dei problemi, e a dare una valutazione clinicamente completa.

Il referto è insomma una finestra sul presente e sulle possibilità future del paziente, sotto molteplici aspetti.

È ovvio che referti approssimativi e incompleti, troppo sintetici o comunque non adeguati non forniscono indicazioni utili e possono di fatto costringere ad eseguire valutazioni ripetute, fino a ritardare la diagnosi ed il trattamento.